Bankitalia teme l'incertezza politica. Visco: "Puntare su produttività e lavoro" - موقع اجنبي

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افتراضي Bankitalia teme l'incertezza politica. Visco: "Puntare su produttività e lavoro"

Bankitalia teme l'incertezza politica. Visco:ROMA - Serve una politica dalla "veduta lunga". Nelle "Considerazioni finali" il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco **n prende posizione nel dibattito pro o contro le elezioni anticipate, ma lancia comunque un monito a chi governa: "Il consenso va ricercato con la definizione e la comunicazione di programmi chiari, ambiziosi, saldamente fondati sulla realtà". Perché l'Italia viene "dagli anni peggiori della sua storia in tempo di pace", le conseguenze della doppia recessione so** state "più gravi di quelle della crisi degli anni '30". Le eredità più pesanti so** il debito pubblico e i crediti deteriorati delle banche. Ma il Paese ce la può fare, si può riprendere, può tornare a crescere con energia, purché chi governa abbia a cuore i benefici per i cittadini. Il problema **n è dunque tanto la data delle elezioni, quanto il distacco della politica da una perenne campagna elettorale: ** a politiche a corto raggio. Il governatore si dice invece fiducioso che "al di là dell'incertezza politica", si ottenga** "risultati che servo** l'interesse generale, tenendo conto di chi resta indietro e di chi arretra, liberando l'eco**mia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi". Le previsioni per l'eco**mia **n so** esaltanti: "Agli attuali ritmi di crescita il Pil tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima metà del prossimo decennio". Ma anche così si può fare molto per abbattere il debito e farlo tornare sotto il 100%, rilanciare la produttività, l'occupazione, l'in**vazione. La difesa di via Nazionale. Parlando a braccio, Visco aggiunge alle considerazioni finali una difesa dell'operato: "La Banca d'Italia negli ultimi anni è stata criticata anche in maniera aspra, siamo stati accusati di **n aver capito cosa accadeva o di essere intervenuti troppo tardi. **n sta a me giudicare, posso solo dire che l'impeg** del direttorio è stato massimo". E ancora, rimarca: "**n c'è stata piena consapevolezza anche al livello politico" dei rischi derivanti dalle **rme sul bail in e della vendita, che era "del tutto legittima" secondo le **rme, delle obbligazioni subordinate delle quattro banche finite in risoluzione. AFFARI&FINANZA. Visco e Vegas, assedio della politica sulle **mine di M. GIANNINI I due principali ostacoli alla ripresa. Due so** i pesi che grava** maggiormente sullo sviluppo dell'Italia, frenando la produttività e favorendo l'accentuarso del distacco tra **rd e Sud, tra ricchi e poveri: il debito pubblico e i crediti deteriorati. **n van** visti come situazioni isolate, han** al contrario u** "stretto legame con le difficoltà dell'intera eco**mia". Entrambi, i**ltre, costituisco** fattori di debolezza "che riduco** i margini di ma**vra dello Stato e degli intermediari finanziari; entrambi rendo** vulnerabile l'eco**mia italiana alle turbolenze sui mercati e posso** amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche".Video: Bankitalia, Manacorda: "La promessa di Visco, più controlli preventivi sugli istituti"La strada per ridurre il debito: saldo primario al 4%. E quindi occorre agire, senza indugio: le soluzioni ci so**. In particolare per il debito "nell'attuale fase di ripresa, pur moderata, è possibile intraprendere un processo di consolidamento duraturo attraverso politiche di bilancio prudenti, mirate **n solo a ridurre il disavanzo, ma anche a rivedere le composizioni delle spese e delle entrate". Politiche di bilancio adeguate posso** portari a un rapporto debito/Pil al di sotto del 100% in circa dieci anni, sostiene il governatore. Una previsione che tiene conto della crescita debole, che si manterrà, ritiene la Banca d'Italia, intor** all'1% annuo, e un'inflazione al 2%, purché ci sia un saldo primario in avanzo del 4% del Pil. "**n è un impeg** da poco - rico**sce Visco - ma **n è al di fuori della **stra portata". IL DISCORSO / LA RELAZIONE Misure correttive dell'1,5% del Pil nel triennio 2018-2020. Servo** dunque misure correttive nell'ordine di 1,5 punti percentuali del Pil nel triennio 2018-2020, che ci permetteran** anche di evitare l'aumento delle aliquote Iva previsto dal prossimo an**. Serve, soprattutto, "un impeg** costante e prolungato nel controllo dei conti pubblici": ancora una volta, ** alle politiche a corto raggio, di sapore elettorale. I crediti deteriorati: si riparla di intervento dello Stato. Alla fine dello scorso an** i crediti deteriorati delle banche, conseguenza inevitabile della crisi, sottolinea il governatore, era** pari a 173 miliardi, il 9,4% dei prestiti complessivi (e **n i 350 miliardi dei quali spesso si parla, ribadisce, che è invece il valore **minale delle esposizioni, e **n tiene conto delle perdite già contabilizzate nei bilanci). Inizialmente, ricorda Visco, quando il problema si è manifestato in tutta la sua gravità, "un intervento dello Stato **n appariva compatibile con le condizioni di finanza pubblica". Dopo però, a partire dal 2013, a giudizio di Bankitalia tale intervento è anzi diventato auspicabile, ma è stato impedito "dagli orientamenti in materia di aiuti di Stato assunti dalla Commissione Europea a metà del 2013". Adesso il dibattito è in corso: la Banca d'Italia è chiaramente schierata a favore di tale ipotesi, ma, in ogni caso, chiede alla Commissione Europea che la questione si definisca rapidamente, perché continuare a fluttuare nell'incertezza "rallenta la definizione delle transazioni in corso, scoraggia quelle che potrebbero realizzarsi nei prossimi mesi". Agire sul mercato del lavoro: in**vare per rilanciare produttività. Anche il mercato del lavoro è stato massacrato dalla crisi: alla fine del 2016, ricorda Visco, me** del 60% delle persone tra i 20 e i 67 anni aveva** un impiego, ed era occupata appena una donna su due. C'è la situazione dei Neet, la precarietà, ma anche il calo della popolazione: "Un aumento della partecipazione al mercato del lavoro e un inserimento efficace e razionale degli immigrati saran** elementi necessari per lo sviluppo futuro del Paese". Ma occorre che cresca la produttività, e per farla crescere occorro** investimenti pubblici, occorre investire nelle nuove tec**logie. "Solo l'in**vazione nella produzione di beni e servizi è in grado di assicurare allo stesso tempo aumento dei redditi e più elevata occupazione in quantità e qualità". ** all'uscita dall'Eurozona. Visco ribadisce poi la posizione di sempre della Banca d'Italia: ** a politiche antieuropee, "è un'illusione pensare che la soluzione dei problemi eco**mici nazionali possa essere più facile fuori dall'Unione eco**mica e monetaria".

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